Le masse e i movimenti totalitari

©Rama - CC BY-SA

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Totalitarian movements are possible wherever there are masses who for one reason or another have acquired the appetite for political organization. Masses are not held together by a consciousness of common interest and they lack that specific class articulateness which is expressed in determined, limited, and obtainable goals. The term masses applies only where we deal with people who either because of sheer numbers, or indifference, or a combination of both, cannot be integrated into any organization based on common interest, into political parties or municipal governments or professional organizations or trade unions. Potentially, they exist in every country and form the majority of those large numbers of neutral, politically indifferent people who never join a party and hardly ever go to the polls. It was characteristic of the rise of the Nazi movement in Germany and of the Communist movements in Europe after 1930 that they recruited their members from this mass of apparently indifferent people whom all other parties had given up as too apathetic or too stupid for their attention. The result was that the majority of their membership consisted of  people who never before had appeared on the political scene. This permitted the introduction of entirely new methods into political propaganda, and indifference to the arguments of political opponents; these movements not only placed themselves outside and against the party system as a whole, they found a membership that had never been reached, never been “spoiled” by the party system. […]
The success of totalitarian movements among the masses meant the end of two illusions of democratically ruled countries in general and of European nation-states and their party system in particular. The first was that the people in its majority had taken an active part in government and that each individual was in sympathy with one’s own or somebody else’s party. On the contrary, the movements showed that the politically neutral and indifferent masses could easily be the majority in a democratically ruled country, that therefore a democracy could function according to rules which are actively recognized by only a minority. The second democratic illusion exploded by the totalitarian movements was that these politically indifferent masses did not matter, that they were truly neutral and constituted no more than the inarticulate backward setting for the political life of the nation. Now they made apparent what no other organ of public opinion had ever been able to show, namely, that democratic government had rested as much on the silent approbation and tolerance of the indifferent and inarticulate sections of the people as on the articulate and visible institutions and organizations of the country. Thus when the totalitarian movements invaded Parliament with their contempt for parliamentary government, they merely appeared inconsistent: actually, they succeeded in convincing the people at large that parliamentary majorities were spurious and did not necessarily correspond to the realities of the country, thereby undermining the self-respect and the confidence of governments which also believed in majority rule rather than in their constitutions.

I movimenti totalitari sono possibili ovunque ci siano masse che per un motivo o un altro hanno acquisito il desiderio di organizzarsi politicamente. Le masse non sono tenute insieme da una coscienza di interesse comune e non hanno l’articolazione specifica delle classi che si esprime in obiettivi fissati, limitati, e ottenibili. Il termine “masse” si applica solo quando abbiamo a che fare con persone che per cause semplicemente numeriche, o per indifferenza, o per una combinazione di entrambi, non possono essere integrate in alcuna organizzazione basata su un comune interesse, in partiti politici, governi locali, organizzazioni professionali o sindacati. Potenzialmente, esse esistono in tutti i Paesi e costituiscono la maggioranza di quel gran numero di persone neutrali e politicamente indifferenti che non aderiscono ad un partito e quasi mai partecipano alle elezioni. Una caratteristica della nascita del movimento nazista in Germania e dei movimenti comunisti in Europa dopo il 1930 fu l’aver reclutato i loro membri da questa massa di persone apparentemente indifferenti che tutti gli altri partiti avevano abbandonato come troppo apatici o troppo stupidi per meritare la loro attenzione. Il risultato fu che la maggior parte dei loro membri consisteva in persone che mai prima d’ora erano apparse sulla scena politica. Ciò ha permesso l’introduzione di metodi completamente nuovi nella propaganda politica, e l’indifferenza agli argomenti degli avversari politici; questi movimenti non solo si ponevano al di fuori e contro il sistema dei partiti nel suo complesso, ma hanno trovato un un serbatoio di membri che non erano mai stati raggiunti, né “corrotti” dal sistema dei partiti. […]
Il successo dei movimenti totalitari fra le masse significò la fine di due illusioni dei Paesi a governo democratico in generale e degli Stati-nazione europei e del loro sistema partitico in particolare. La prima era che il popolo in maggioranza aveva preso parte attiva al governo e che ogni individuo era in sintonia con questo o quel partito. Al contrario, i movimenti mostrarono che le masse neutrali e politicamente indifferenti potevano facilmente essere la maggioranza in un paese governato democraticamente, e che pertanto una democrazia può funzionare secondo regole che sono attivamente riconosciute solo da una minoranza. La seconda illusione democratica demolita dai movimenti totalitari era che queste masse politicamente indifferenti non avevano importanza, che erano realmente neutrali e costituivano niente più che la scenografia arretrata e sconnessa per la vita politica della nazione. A quel punto essi resero evidente ciò che nessun altro organo della pubblica opinione era mai stato in grado di dimostrare, cioè che il governo democratico aveva poggiato sull’approvazione silenziosa e sulla tolleranza dei settori indifferenti e sconnessi del popolo tanto quanto sulle istituzioni e organizzazioni articolate e visibili del Paese. Così, quando i movimenti totalitari invasero il Parlamento con il loro disprezzo per il governo parlamentare, sembrarono solo incoerenti: in realtà riuscirono a convincere il grande pubblico che le maggioranze parlamentari erano false e non corrispondevano necessariamente alla realtà del Paese, minando in tal modo il rispetto di sé e la sicurezza dei governi che già da parte loro credevano più nel dominio della maggioranza che nelle costituzioni.

(Hannah Arendt, The origins of totalitarianism, 1951-1958)

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